Passa ai contenuti principali

Spaghettoni con frutti di mare e briciole di tarallo mandorle, sugna e pepe ('nzogna e pepe)


Con il formato di pasta secca "Spaghettoni" Pastificio Leonessa, ho preparato un piatto veloce, di mare, con un pizzico di croccantezza e sapidità conferitogli dalle briciole di tarallo sugna, pepe e mandorle, una specialità napoletana (taralli 'nzogna e pepe).

Ingredienti per  2 persone

  • 160 g di pasta formato “Spaghettoni”o vermicelli
  • 500 g di frutti di mare: lupini, vongole veraci, maruzzelle di mare, fasolari, telline

  • un tarallo sugna e pepe con mandorle (‘nzogna e pepe)

  • uno spicchio d'aglio
  •  
  • olio extravergine d’oliva,
  •  
  • pepe nero macinato al momento 
  •  
  • sale

Procedimento

Saltare in un tegame d’alluminio, su un fondo di olio evo, l’aglio e i frutti di mare; farli aprire su fiamma viva, dopodichè, spostare immediatamente dal fuoco.

Portare l’acqua al bollore, aggiungere il sale e portare gli Spaghettoni a cottura, per 10 minuti. Scolare la pasta e mantecarla velocemente in un tegame a fiamma viva, con il fondo d’acqua di cottura dei frutti di mare (filtrata), a cui andranno aggiunti i mitili e disporre nei piatti, completando con le briciole del tarallo ed una spolverata di pepe nero macinato al momento.
  

Commenti

Post popolari in questo blog

Papaccelle napoletane ricce imbottite ('mbuttunate)

Sono tra gli ortaggi estivi che più mi piacciono e questa è la loro stagione. Parlo della  papaccella napoletana ( papaccella riccia ) , ch e è diventat a anche un presidio Slow Foo d nel 2004. E'   una varietà di peperone , dalla pezzatura piccola, variamente c olor ata di g iallo sole, di verde e di rosso intenso o vinato, tipicamente coltivata nelle zone del napoletano e del vesuviano .  Queste in foto sono papaccelle  biologiche che coltiva mia zia Anna nel suo terreno a Napoli. A me piacciono cucinate in ogni maniera: a minestrina, in padella, stufate con olive e capperi, nella cianfotta, con la pasta oppure crude nelle insalate, quando si trovano fresche, in estate. Nella stagione invernale, quando si trovano solo sott’aceto, sono utilizzate nell’ insalata di rinforzo a Natale o soffritte come contorno della carne di maiale nei mesi più freddi (e lì ci sta bene anche qualche papaccella piccante o forte ). Questa versione della papacce...

Pasta al ragù napoletano con le braciole

Oggi è il #WorldPastaDay ,   che compie 20 anni. Per festeggiarlo, anche se oggi non è domenica, ho preparato il ragù . Un mostro sacro della cucina napoletana, una preparazione che intimorisce, almeno me, ma ne ho voluto scrivere lo stesso, partendo da questo che non è proprio il classico Ragù, ma quello con le braciole, diciamo un ragù " my way " a condire gli ziti spezzati a mano. E tanti auguri alla pasta e ai pastaioli, con l'augurio che continui a farci felici tutti e a donarci un sorriso almeno a tavola.  Questa è la ricetta, "che non è di chi la scrive ma di chi se ne serve". Ingredienti   per 4 persone N.1 bottiglia e mezza di passata di pomodoro 400 g di manzo tagliato a fette ( io chiedo al mio macellaio Ciro il taglio adatto e disponibile )  N. 1 cipolla (ramata) olio extravergine q.b. vino q.b. Pecorino Romano a pezzettini mezzo spicchio d’aglio un rametto di prezzemolo fresco pinoli, una ventina passolini, 10 grammi pepe nero ...

Francesina dolce

La francesina è un delizioso dolce di pasta sfoglia  farcito, in genere, con crema pasticcera ed amarena o crema al cioccolato e che si trova sempre meno frequentemente oramai, nelle pasticcerie napoletane. Ho provato timidamente a rifarle, in versione mignon . Con la pasta sfoglia inversa ( la pâte feuilletée inversée ) , la cui ricetta troverete qui , ho ricavato un rettangolo di pochi millimetri di spessore; l'ho arrotolato e poi tagliato a fette spesse circa un paio di centimetri. Da queste, un po' come si fa per i " tappi " delle sfogliatelle ricce, ho ricavato dei coni che ho farcitio con crema ed amarena, sigillandone la base. Ogni francesina , l'ho infine, passata nello zucchero semolato e poi, posata su una placca da forno ricoperta con l'apposita carta. Ho infornato alla temperatura di 170° C  per una mezz'ora, fino a doratura e caramellizzazione dello zucchero.