Passa ai contenuti principali

Treccia dolce con mela annurca ed uvetta


Di brioche o meglio di pan brioche ne preparo tanti e continuo volentieri, basta che non siamo troppo cariche di grassi.
Nel tinello di casa, conserviamo un libro bellissimo "Dolci", regalo di nonna Elisabetta e là c'è la ricetta della prima magnifica treccia che ho preparato. Attualmente, con la planetaria, non è neanche più faticoso prepararle.
Sulla scorta delle brioche "norvegesi" e del pan brioche all'acqua, ho leggermente rivisto la ricetta originale ed ho preparato questa

treccia dolce farcita con mela annurca ed uvetta.

Ingredienti:
  • 500 grammi di farina 00 di forza W 330
  • 160 g di acqua
  • 10/12 grammi di lievito di birra fresco
  • la punta di un cucchiaino di malto
  • 50 grammi di zucchero (aromatizzato con la bacca di vaniglia)
  • 30 grammi di miele
  • buccia di limone o di arancia e di mandarino
  • ¼  di cucchiaino di sale
  • 2 uova grandi
  • 60 grammi di burro bavarese a dadini
  • un cucchiaio di liquore (amaretto, limoncello)
  • tre mele annurca
  • 50 grammi di uvetta
  • un cucchiaio di zucchero di canna o semolato
  • un cucchiaio di miele
  • buccia grattugiata di mandarino e limone
  • un pizzico di cannella
Per spennellare, un albume d'uovo leggermente battuto, dello zucchero al velo, dello zucchero semolato, una manciata di amaretti sbriciolati, come indica Adriano in questa sua bellissima ricetta.

Preparazione:

Preparare un pre impasto sciogliendo il lievito di birra in 60 grammi d'acqua leggermente tiepida, con il malto e 50 g di farina. 
Dopo una trentina di minuti, sarà pronto e si potrà cominciare a preparare l'impasto.
Mettere la farina, l'acqua, il lievitino nella ciotola della planetaria ed incomincare a far impastare con la frusta a K o foglia, aggiungere le uova, lo zucchero, il miele ed il sale, facendo impastare a bassa velocità e fermando la planetaria per ribaltare l’impasto di tanto in tanto. Aggiungere poi, gli aromi ed il liquore. Appena l’impasto sarà ben formato, aggiungere il burro a dadini in un paio di volte, lasciare impastare montando il gancio alla planetaria ed aumentando la velocità d'impastamento, fino a che tutto il burro sia stato incorporato e che l'impasto non si stacchi dalla ciotola. La pasta dovrà essere diventata elastica e liscia, ci vorranno circa una decina di minuti d'impastamento.
Posare l'impasto ottenuto in una ciotola e coprire con la pellicola. Riporre in un luogo riparato, dovrà raddoppiare.

Nel frattempo, preparare il ripieno, sbucciando, tagliando a cubetti le mele annurche e mettendole in un recipiente adatto alla cottura al microonde, aggiungere lo zucchero, il miele, la buccia grattugiata degli agrumi, un pizzico di cannella, mescolare e cuocere per cicli successivi di tre minuti: le mele dovranno diventare appena morbide; a composto ancora caldo, aggiungere l'uvetta sciacquata e fatta rinvenire in acqua calda. 

Ad impasto lievitato, si potrà formare la treccia: degassare l'impasto, ribaltarlo su una spianatoia leggermente infarinata e dividerlo in tre pezzi uguali. 
Stendere col mattarello in pezzi allungati, farcirli con il ripieno diviso anch'esso, in tre parti uguali, 
arrotolare ogni cilindro e sigillare bene i capi. Intrecciarli e porli in una teglia ricoperta di carta forno a lievitare un paio d'ore.
Poco prima di infornare, pennellare con un albume leggermente battuto, poi cospargere con zucchero semolato e con zucchero a velo; quando si saranno asciugati, cospargere ancora con zucchero a velo e con una manciata di amaretti sbriciolati. 
Infornare alla temperatura di 170° C per circa 30 minuti.
Io uso la cottura ventilata.


Commenti

Post popolari in questo blog

Papaccelle napoletane ricce imbottite ('mbuttunate)

Sono tra gli ortaggi estivi che più mi piacciono e questa è la loro stagione. Parlo della  papaccella napoletana ( papaccella riccia ) , ch e è diventat a anche un presidio Slow Foo d nel 2004. E'   una varietà di peperone , dalla pezzatura piccola, variamente c olor ata di g iallo sole, di verde e di rosso intenso o vinato, tipicamente coltivata nelle zone del napoletano e del vesuviano .  Queste in foto sono papaccelle  biologiche che coltiva mia zia Anna nel suo terreno a Napoli. A me piacciono cucinate in ogni maniera: a minestrina, in padella, stufate con olive e capperi, nella cianfotta, con la pasta oppure crude nelle insalate, quando si trovano fresche, in estate. Nella stagione invernale, quando si trovano solo sott’aceto, sono utilizzate nell’ insalata di rinforzo a Natale o soffritte come contorno della carne di maiale nei mesi più freddi (e lì ci sta bene anche qualche papaccella piccante o forte ). Questa versione della papacce...

Pasta al ragù napoletano con le braciole

Oggi è il #WorldPastaDay ,   che compie 20 anni. Per festeggiarlo, anche se oggi non è domenica, ho preparato il ragù . Un mostro sacro della cucina napoletana, una preparazione che intimorisce, almeno me, ma ne ho voluto scrivere lo stesso, partendo da questo che non è proprio il classico Ragù, ma quello con le braciole, diciamo un ragù " my way " a condire gli ziti spezzati a mano. E tanti auguri alla pasta e ai pastaioli, con l'augurio che continui a farci felici tutti e a donarci un sorriso almeno a tavola.  Questa è la ricetta, "che non è di chi la scrive ma di chi se ne serve". Ingredienti   per 4 persone N.1 bottiglia e mezza di passata di pomodoro 400 g di manzo tagliato a fette ( io chiedo al mio macellaio Ciro il taglio adatto e disponibile )  N. 1 cipolla (ramata) olio extravergine q.b. vino q.b. Pecorino Romano a pezzettini mezzo spicchio d’aglio un rametto di prezzemolo fresco pinoli, una ventina passolini, 10 grammi pepe nero ...

Francesina dolce

La francesina è un delizioso dolce di pasta sfoglia  farcito, in genere, con crema pasticcera ed amarena o crema al cioccolato e che si trova sempre meno frequentemente oramai, nelle pasticcerie napoletane. Ho provato timidamente a rifarle, in versione mignon . Con la pasta sfoglia inversa ( la pâte feuilletée inversée ) , la cui ricetta troverete qui , ho ricavato un rettangolo di pochi millimetri di spessore; l'ho arrotolato e poi tagliato a fette spesse circa un paio di centimetri. Da queste, un po' come si fa per i " tappi " delle sfogliatelle ricce, ho ricavato dei coni che ho farcitio con crema ed amarena, sigillandone la base. Ogni francesina , l'ho infine, passata nello zucchero semolato e poi, posata su una placca da forno ricoperta con l'apposita carta. Ho infornato alla temperatura di 170° C  per una mezz'ora, fino a doratura e caramellizzazione dello zucchero.