Passa ai contenuti principali

Fichi bianchi sciroppati o semi-canditi


Per conservare i fichi neri, che sono compatti e asciutti, uso questa ricetta. Ora, vista la dipartita  del mio albero di fichi neri, in giardino, avendo a disposizione solo fichi bianchi, più grossi e acquosi, ho pensato di semi-candirli, così come faccio coi pomodorini rossi, del piennolo o anche con le scorzette d'agrumi.

Questa è la ricetta,"che non è di chi la scrive ma di chi se ne serve".

Nello specifico, gli ingredienti sono, per  ogni chilo di fichi bianchi interi,  650 grammi di zucchero e 500 g d'acqua.
Il procedimento è molto semplice, solo un po' lungo in termini di tempo:

si raccolgono i fichi scegliendo quelli che non sono ancora a completa maturazioe;
si sciacquano, scartando quelli non perfetti;
si sistemano in un tegame o una casseruola coi bordi alti, senza sovrapporli;
si uniscono lo zucchero e l'acqua e su fiamma bassa si porta all'ebollizione;
al raggiungimento dell'ebollizione, si terrà per circa una decina di minuti; 
si spegne, si copre e si lascia riposare circa sei ore;
si ripete l'operazione (riportare al bollore il tegame scoperto a fiamma bassissima per una decina di minuti) fino a cottura completa.

A seconda della qualità dei fichi e dell'acqua di vegetazione in essi contenuta, saranno necessari circa otto cicli di cottura breve.
I fichi saranno pronti quando, posando una goccia di sciroppo su un piattino freddo ed inclinandolo, questa non colerà.
Appena prima di spegnere la fiamma, si aggiunge il rhum ed infine, si fa raggiungere il bollore e si spegne. 
I fichi si conservano quando sono ancora caldi, in vasetti di vetro sterilizzati. 
Eventualmente, per maggiore sicurezza nella conservazione, si fanno far bollire i vasetti per una mezz'ora, immersi in acqua.



Commenti

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Zeppole di San Giuseppe al forno

Queste sono le zeppole di San Giuseppe al forno, che si preparano da tradizione napoletana, il 19 di marzo a San Giuseppe, giorno in cui si festeggiano sia i Giuseppe che i papà.



Pasta, patate e provola

Questo è un piatto tipico del napoletano, una minestra quotidiana di pasta, con patate e provola; questa versione che ho preparato resta classica, ma un po' più leggera della versione tradizionale, che secondo me, essendo più ricca in grassi, è più adatta ai climi invernali.
Un'ampia discussione sul tema la trovate sul forum Gennarino,  la ricetta  classica, sia sul blog di Antonia Rimmel che su quello di Teresa.

Ingredienti per  2 persone
N. 3 patate medie tagliate a dadini120 g di pasta mista o mezzi canneroni lisci di Gragnano I.G.P.cipolla q.b.un pezzo di gambo di sedano un pezzetto di carota qualche fogliolina di basilico frescon. 2  pomodorini rossi del piennolo  100 g circa di provola tagliata a dadini, tenuta qualche giorno in frigo  una crosta di parmigiano (se disponibile)formaggi grattugiati  stagionati (parmigiano, pecorino, caciocavallo), se piacciono.pepe nero q.b.Procedimento:

in un tegame ho versato un bel fondo d'olio extra vergine d'oliva e messo sia la c…

Papaccelle napoletane ricce imbottite ('mbuttunate)

Sono tra gli ortaggi estivi che più mi piacciono e questa è la loro stagione. Parlo della papaccella napoletana (papaccella riccia), che è diventata anche un presidio Slow Food nel 2004.
E'
una varietà di peperone, dalla pezzaturapiccola, variamente colorata di giallo sole, di verde e di rosso intenso o vinato, tipicamente coltivata nelle zone del napoletano e del vesuviano. Queste in foto sono papaccelle  biologiche che coltiva mia zia Anna nel suo terreno a Napoli.

A me piacciono cucinate in ogni maniera: a minestrina, in padella, stufate con olive e capperi, nella cianfotta, con la pasta oppure crude nelle insalate, quando si trovano fresche, in estate.
Nella stagione invernale, quando si trovano solo sott’aceto, sono utilizzate nell’insalata di rinforzo a Natale o soffritte come contorno della carne di maiale nei mesi più freddi (e lì ci sta bene anche qualche papaccella piccante o forte).

Questa versione della papaccella ‘mbuttunata(imbottita), è quella che più preferisco ed …