Fichi bianchi sciroppati o semi-canditi


Per conservare i fichi neri, che sono compatti e asciutti, uso questa ricetta. Ora, vista la dipartita  del mio albero di fichi neri, in giardino, avendo a disposizione solo fichi bianchi, più grossi e acquosi, ho pensato di semi-candirli, così come faccio coi pomodorini rossi, del piennolo o anche con le scorzette d'agrumi.

Nello specifico, gli ingredienti sono, per  ogni chilo di fichi bianchi interi,  650 grammi di zucchero e 500 g d'acqua.
Il procedimento è molto semplice, solo un po' lungo in termini di tempo:

si raccolgono i fichi scegliendo quelli che non sono ancora a completa maturazioe;
si sciacquano, scartando quelli non perfetti;
si sistemano in un tegame o una casseruola coi bordi alti, senza sovrapporli;
si uniscono lo zucchero e l'acqua e su fiamma bassa si porta all'ebollizione;
al raggiungimento dell'ebollizione, si terrà per circa una decina di minuti; 
si spegne, si copre e si lascia riposare circa sei ore;
si ripete l'operazione (riportare al bollore il tegame scoperto a fiamma bassissima per una decina di minuti) fino a cottura completa.

A seconda della qualità dei fichi e dell'acqua di vegetazione in essi contenuta, saranno necessari circa otto cicli di cottura breve.
I fichi saranno pronti quando, posando una goccia di sciroppo su un piattino freddo ed inclinandolo, questa non colerà.
Appena prima di spegnere la fiamma, si aggiunge il rhum ed infine, si fa raggiungere il bollore e si spegne. 
I fichi si conservano quando sono ancora caldi, in vasetti di vetro sterilizzati. 
Eventualmente, per maggiore sicurezza nella conservazione, si fanno far bollire i vasetti per una mezz'ora, immersi in acqua.



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