Passa ai contenuti principali

Ziti lunghi al forno

Il cosiddetto"ruoto", la pasta al forno, in questo caso ziti lunghi, evoca convivialità, trasmettendo l'idea di festa, di domenica in famiglia.
Con ingredienti di prim'ordine.


Un pacco di pasta fashionissimo: 1 kg di pasta avvolto a mano in un involucro "carta da zucchero" proprio come quello di una volta, da un lato, mentre l'altro è firmato D&G. 
Lo tenevo da parte, regalo di un'amica, come le cose cui tengo particolarmente, per un'occasione speciale. 


La pasta di qualità ottima, quella di Giuseppe, questa


Il pomodoro buono, quello di Francesco.


E dunque, per due ruoti di ziti al forno, ho avviato un sugo con sola passata di pomodoro, tre bottiglie, olio extra vergine d'oliva colline salernitane, quello di Giovanni ed il basilico dal mio balcone.
Ho tagliato a fette sottili un chilo di melanzane per poi friggerle.
Poi, ho lessato la pasta -senza spezzarla- molto al dente, usando un contenitore (un altro ruoto) molto largo.
L'ho colata e messa su un panno di lino, senza sovrapporla.


Tagliata una provola ed un fior di latte, grattugiato il parmigiano ed il romano, ho foderato due teglie per ciambelle (quelle col buco), con la carta forno ed ho proceduto a sistemare, dapprima le fette di melanzane fritte a rivestirli, per poi passare al primo strato di ziti (conditi con un po' di sugo) cercando di formare dei giri concentrici. Finito il primo strato di pasta, ho cosparso con i latticini, con pezzetti di melanzana fritta, poi con la salsa, una spolverata di formaggi, qualche foglia di basilico e questo primo strato era finito. 


Ho continuato così, a formare strati, fino ad arrivare al bordo del "ruoto", chiuso con l'ultimo strato di pasta, formaggi grattugiati e salsa.
Questo era da infornare, per circa 40 minuti a 180° C.


Questo è quello più piccolo







La fetta, bella generosa


Commenti

Post popolari in questo blog

Zeppole di San Giuseppe al forno

Queste sono le zeppole di San Giuseppe al forno, che si preparano da tradizione napoletana, il 19 di marzo a San Giuseppe, giorno in cui si festeggiano sia i Giuseppe che i papà.



Pasta, patate e provola

Questo è un piatto tipico del napoletano, una minestra quotidiana di pasta, con patate e provola; questa versione che ho preparato resta classica, ma un po' più leggera della versione tradizionale, che secondo me, essendo più ricca in grassi, è più adatta ai climi invernali.
Un'ampia discussione sul tema la trovate sul forum Gennarino,  la ricetta  classica, sia sul blog di Antonia Rimmel che su quello di Teresa.

Ingredienti per  2 persone
N. 3 patate medie tagliate a dadini120 g di pasta mista o mezzi canneroni lisci di Gragnano I.G.P.cipolla q.b.un pezzo di gambo di sedano un pezzetto di carota qualche fogliolina di basilico frescon. 2  pomodorini rossi del piennolo  100 g circa di provola tagliata a dadini, tenuta qualche giorno in frigo  una crosta di parmigiano (se disponibile)formaggi grattugiati  stagionati (parmigiano, pecorino, caciocavallo), se piacciono.pepe nero q.b.Procedimento:

in un tegame ho versato un bel fondo d'olio extra vergine d'oliva e messo sia la c…

Migliaccio dolce napoletano nelle due versioni

Il migliaccio dolce è una tipica preparazione napoletana del periodo di Carnevale. 
In famiglia se ne facevano due versioni, una "semplice" ed una coi “capellini d'angelo”, una pasta di grano duro tipo spaghettino, ma con un diametro minore.



Recentemente il Dr. Giuseppe Viscardi mi ha scritto queste note sulle origini ed il significato del migliaccio, un dolce antichissimo:


il migliaccio dolce viene preparato nell'anno solare, per la prima volta il 17 gennaio (Sant'Antonio Abate), giorno in cui, secondo la tradizione napoletana finisce il tempo di Natale e comincia il Carnevale.  È un dolce carico di significati, apre e chiude una festa invernale per poi lasciar posto ad un altro dolce, la pastiera, fondamentalmente molto simile, ma che però, al posto della semola di grano duro ottenuta dal raccolto dell'anno prima, sostituisce i primi chicchi di grano (probabilmente ancor prima orzo) del nuovo raccolto.  Attraverso questi sapori e queste preparazioni, si riesce a…