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Spaghetti quadrati Cacio e Pepe-roncini verdi

Questi spaghetti quadrati o alla chitarra, uno dei nuovi formati del Pastificio dei Campi di Gragnano sono a mio avviso, fantastici innanzitutto per la tenuta in cottura, poi, per come riescono a trattenere il condimento, ma soprattutto all'assaggio, al morso. 

E' chiaro che sto parlando della "Ferrari" della pasta, la stessa pasta che durante la cottura spande profumi che riportano ai campi di grano; lo so, mi sto ripetendo  perchè ne ho già ampiamente parlato e sempre con gli stessi toni, ma è quello che penso ancora. 

Stavolta, come testarla?

E' il periodo dei peperoncini verdi dolci, detti anche di fiume, piccoli piccoli, con pochissimi semi o meglio, tanto piccoli da non averne. Sono buonissimi e si comprano a carati. 

Da noi in famiglia sono molto apprezzati e se non c'era stato tempo, dopo averli fritti, di ripassarli in padella col sughetto dei pomodorini del vesuvio (la morte loro), si mangiavano ancora tiepidi, conditi appena con una spolverata di parmigiano grattugiato o di pecorino romano, prendendo esempio da mio padre.

Da qui l'idea di mantecare gli spaghetti quadrati, belli al dente, con il parmigiano Malandrone 24 mesi ed i peperoncini verdi fritti, qualche fogliolina di basilico greco dal vaso in balcone, unica nota esotica (per modo di dire perchè il basilico greco l'ho conosciuto tramite lo Chef Peppe Guida), un piccolo peperoncino verde tagliato a pezzettini ed unito a crudo ed ecco qua il mio piatto, semplice semplice, che mi ha riportato il ricordo di mia nonna china nei campi a raccogliere migliaia di peperoncini verdi che riponeva nel suo "mantesino" e poi nelle sporte o ceste per il mercato segnate in rosso con le iniziali RE.



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