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Biscotti di pate sablée con confettura di albicocche vesuviane e lamelle di mandorle

 
Lo spunto per la forma di questi biscotti l'ho preso qui, ma la pasta frolla o sablée, è quella indicata in questo mio precedente post, così come la confettuta di albicocche vesuviane che preparo al micro onde con la mia solita ricetta.



Allora, preparata la pate sablée con questi ingredienti:
  • 320 g di farina 00 debole 
  • 150 g di burro morbido
  • 40 g di farina di mandorle
  • 120 g di zucchero a velo
  • 1 uovo
  • un pizzico di sale
  • la scorza di un limone bio grattugiata e un cucchiaio del succo
  • vaniglia 

e questo procedimento:

nella ciotola della planetaria mettere il burro con lo zucchero e la farina di mandorle; impastare per pochi secondi, poi aggiungere l'uovo, il sale, la vaniglia, la scorza del limone ed il succo, impastare ancora brevemente, unire la farina di grano tenero, poca per volta. Impastare solo il tempo necessario ad amalgamare tutto, quindi, stendere la sablée tra due fogli di carta forno per uno spessore un paio di centimetri e mettere a riposare in frigorifero. Trascorse 4/5 ore o meglio il giorno dopo, prendere l'impasto dal frigo e stenderlo allo spessore di pochi millimetri.
Ritagliare le basi quadrate dei biscotti con delle formine e ricavare dei triangoli, tagliando trasversalmente un quadrato. Far riposare le basi per i biscotti in frigo (se fa molto caldo anche in freezer) e nel frattempo portare il forno alla temperatura di 160° C in modalità ventilata.
Cuocere i biscotti una decina di minuti circa o fino a quando diventeranno appena dorati. Farli raffreddare.


Comporre i biscotti, stendendo un velo di confettura di albicocche sulle basi quadrate, coprirle per metà con un triangolo di biscotto e la restante parte scoperta, ricoprirla con lamelle di mandorle leggermente tostate. Spolverare con zucchero a velo.

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In famiglia se ne facevano due versioni, una "semplice" ed una coi “capellini d'angelo”, una pasta di grano duro tipo spaghetto, ma molto più sottile.



Recentemente il Dr. Giuseppe Viscardi mi ha scritto queste note sulle origini ed il significato del migliaccio, un dolce antichissimo:


il migliaccio dolce viene preparato nell'anno solare, per la prima volta il 17 gennaio (Sant'Antonio Abate), giorno in cui, secondo la tradizione napoletana finisce il tempo di Natale e comincia il Carnevale.  È un dolce carico di significati, apre e chiude una festa invernale per poi lasciar posto ad un altro dolce, la pastiera, fondamentalmente molto simile, ma che però, al posto della semola di grano duro ottenuta dal raccolto dell'anno prima, sostituisce i primi chicchi di grano (probabilmente ancor prima orzo) del nuovo raccolto.  Attraverso questi sapori e queste preparazioni, si riesce a seguir…

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Un'ampia discussione sul tema la trovate sul forum Gennarino,  la ricetta  classica, sia sul blog di Antonia Rimmel che su quello di Teresa.

Ingredienti per  2 persone
N. 3 patate medie tagliate a dadini120 g di pasta mista o mezzi canneroni lisci di Gragnano I.G.P.cipolla q.b.un pezzo di gambo di sedano un pezzetto di carota qualche fogliolina di basilico frescon. 2  pomodorini rossi del piennolo  100 g circa di provola tagliata a dadini, tenuta qualche giorno in frigo  una crosta di parmigiano (se disponibile)formaggi grattugiati  stagionati (parmigiano, pecorino, caciocavallo), se piacciono.pepe nero q.b.Procedimento:

in un tegame ho versato un bel fondo d'olio extra vergine d'oliva e messo sia la c…