Passa ai contenuti principali

Tartellette di pate sablée e fragole


Per la base di queste tartellette alle fragole che in questo periodo dell'anno sono di ottima qualità, mi sono riferita a questa ricetta dell'inarrivabile Pinella, una vera maestra nell'arte dolciaria, dal suo blog I dolci di Pinella, permettendomi di modificare appena le dosi da lei indicate nonché parte l'attrezzatura usata, di cui sono sprovvista.
Per la pate sablée 
  • 320 g di farina 00 debole 
  • 150 g di burro morbido
  • 40 g di farina di mandorle
  • 120 g di zucchero a velo
  • 1 uovo
  • un pizzico di sale
  • la scorza di un limone bio grattugiata e un cucchiaio del succo
  • vaniglia 

Procedimento:

nella ciotola della planetaria mettere il burro, lo zucchero e la farina di mandorle; impastare per pochi secondi, poi aggiungere l'uovo, il sale, la vaniglia, la scorza del limone ed il succo, impastare ancora brevemente, unire la farina poca per volta. Impastare solo il tempo necessario ad amalgamare tutto, quindi, stendere la sablée tra due fogli di carta forno per uno spessore un paio di centimetri e mettere a riposare in frigorifero.
Trascorse 4 /5 ore o meglio il giorno dopo, prendere l'impasto dal frigorifero e stenderlo allo spessore di  pochi mm. Ritagliare le basi delle tartellette circolari e disporle su un vassoio foderato con carta forno oppure il silpat. Ritagliare delle strisce che serviranno per i bordi. Ritagliare anche i cerchi adatti per gli stampini teflonati. Far riposare tutto una mezz'ora in frigo.
Per costruire le tartellette tonde, poggiare un coppapasta leggermente imburrato (meglio l'anello microforato di cui sono ancora sprovvista) sul disco della base, inserendo all'interno una striscia di pasta per il bordo, facendo aderire anche sulla base, ritagliando poi, l'eccesso con un coltello a lama liscia. 
A sostegno del bordo, per evitare il crollo in cottura, all'interno ho messo un altro coppapasta più piccolo, a contrasto e l'esperimento è riuscito.
Preparare anche gli stampini teflonati, foderandoli con l'impasto.
Far riposare tutto, una mezz'ora in freezer.
Accendere il forno in modalità ventilata alla temperatura di 160° C.
Infornare le tartellette congelate, fino a completa doratura, impiegheranno circa 15 minuti, ma prestare attenzione alla cottura.
Far raffreddare e sformare.


Per la farcitura con crema, ho usato una mia ricetta che potete trovare qui oppure usare la crema pasticcera che più vi aggrada.

Intanto, una volta lavate accuratamente le fragole, le ho cosparse con zucchero e un po' di succo di limone, tenendole in frigo. Prima dell'utilizzo, le ho scolate dal succo.

Poco prima di servire le tartellette, le ho spennellate con confettura di albicocche sciolta con poca acqua e zucchero in un pentolino sul fuoco, per impermeabilizzarle.


Poi, ho farcito con un cucchiaio di composta di fragole (da Conticini) preparata così:

ingredienti: 100g fragole tagliate grossolanamente, 1 cucchiaio colmo di zucchero semolato, 1 cucchiaino di succo di limone, scorza di 1/2 limone, 1 pizzico di sale.
In una pentola, cuocere tutti gli ingredienti indicati per 3 o 4 minuti, mescolando con una spatola; dopodichè, mettere la composta in un piatto, coperta con pellicola alimentare e conservare in frigorifero fino all'uso.

Con il sac a poche ho riempito di crema la tartelletta e sopra vi ho sistemato le fragole.
Volendo, lucidarle, spennellarle con uno sciroppo di acqua e zucchero.


Questa pate sablèe, l'ho trovata di una consistenza speciale, friabile ma croccante, non troppo dolce o burrosa e per questo vi invito a provarla.


Oggi sono esattamente tre anni dall'apertura di questo blog

Post popolari in questo blog

Zeppole di San Giuseppe al forno

Queste sono le zeppole di San Giuseppe al forno, che si preparano da tradizione napoletana, il 19 di marzo a San Giuseppe, giorno in cui si festeggiano sia i Giuseppe che i papà.



Migliaccio dolce napoletano nelle due versioni

Il migliaccio dolce è una tipica preparazione napoletana del periodo di Carnevale. 
In famiglia se ne facevano due versioni, una "semplice" ed una coi “capellini d'angelo”, una pasta di grano duro tipo spaghetto, ma molto più sottile.



Recentemente il Dr. Giuseppe Viscardi mi ha scritto queste note sulle origini ed il significato del migliaccio, un dolce antichissimo:


il migliaccio dolce viene preparato nell'anno solare, per la prima volta il 17 gennaio (Sant'Antonio Abate), giorno in cui, secondo la tradizione napoletana finisce il tempo di Natale e comincia il Carnevale.  È un dolce carico di significati, apre e chiude una festa invernale per poi lasciar posto ad un altro dolce, la pastiera, fondamentalmente molto simile, ma che però, al posto della semola di grano duro ottenuta dal raccolto dell'anno prima, sostituisce i primi chicchi di grano (probabilmente ancor prima orzo) del nuovo raccolto.  Attraverso questi sapori e queste preparazioni, si riesce a seguir…

Pasta, patate e provola

Questo è un piatto tipico del napoletano, una minestra quotidiana di pasta, con patate e provola; questa versione che ho preparato resta classica, ma un po' più leggera della versione tradizionale, che secondo me, essendo più ricca in grassi, è più adatta ai climi invernali.
Un'ampia discussione sul tema la trovate sul forum Gennarino,  la ricetta  classica, sia sul blog di Antonia Rimmel che su quello di Teresa.

Ingredienti per  2 persone
N. 3 patate medie tagliate a dadini120 g di pasta mista o mezzi canneroni lisci di Gragnano I.G.P.cipolla q.b.un pezzo di gambo di sedano un pezzetto di carota qualche fogliolina di basilico frescon. 2  pomodorini rossi del piennolo  100 g circa di provola tagliata a dadini, tenuta qualche giorno in frigo  una crosta di parmigiano (se disponibile)formaggi grattugiati  stagionati (parmigiano, pecorino, caciocavallo), se piacciono.pepe nero q.b.Procedimento:

in un tegame ho versato un bel fondo d'olio extra vergine d'oliva e messo sia la c…