Passa ai contenuti principali

Choux craquelin su arlettes, crema e salsa al limone di Amalfi

Choux "craquelin" su arlettes di pâte feuilletée inversée, crema e salsa al limone di Amalfi

Ingredienti:
Per preparare gli choux uso questa ricetta:
  • 250 grammi d’acqua
  • 150 grammi di farina 00 forte
  • 90 grammi di burro
  • un pizzico cucchiaino di sale fino
  • mezzo cucchiaino di zucchero
  • 4 uova grandi intere
Procedimento:

a) mettere al fuoco un recipiente con l’acqua, il burro a pezzetti, lo zucchero ed il sale, far bollire;
b) quando il liquido sale, gettare d’un colpo la farina e cominciare subito a mescolare con una spatola di legno, rimestando energicamente fino a che
la farina sia ben incorporata;
c) fare asciugare velocemente l’impasto a fuoco basso e ricavarne una palla;
d) togliere dal fuoco, lasciare intiepidire ed aggiungere le uova, due alla volta, anche in planetaria, fino a completo assorbimento;
e) quando la pasta ha legato facendosi liscia, mettere nella tasca da pasticceria con bocchetta liscia e formare gli choux delle dimensioni volute,
direttamente negli stampi di silicone e congelare;

Intanto preparare il craquelin (ricetta Michalak):
  • 50 grammi di burro in pomata
  • 60 grammi di zucchero di canna
  • 60 grammi di farina 00
Mescolare tutti gli ingredienti in planetaria con la foglia.
Stendere l'impasto tra due fogli di carta forno allo spessore di cirac 2,5 mm.
Congelare fino al momento dell'uso, oppure lasciare in frigo un'ora in frigorifero.

Al momento di preparare il dolce, adagiare su una teglia coperta da carta forno, i bignè congelati distanziandoli; poggiarvi sopra, i cerchietti di craquelin, ritagliati con un coppa pasta dello stesso diametro dei bignè ed infornare alla temp. di 160° C in forno ventilato già a temperatura, per 45 minuti circa.

Preparare una salsa o crema base al limone:
mescolare bene a freddo: 1 tuorlo, il succo di un limone, la sua buccia grattugiata, 150 g di zucchero, 40 grammi di amido di mais, un pizzico di sale.
Cuocere a bagnomaria mescolando di continuo fino a che l'amido gelatinizzi.

Preparare la crema alla panna e mascarpone (ricetta adattata da C. Adam)

- 150 g di mascarpone
- 200 g di panna
- 30 g di zucchero a velo
- 5 g di limoncello

Semi montare la panna, aggiungere il mascarpone, poco per volta,  lo zucchero a velo e montare, infine aggiungere il limoncello e conservare in frigo.

Dividere la crema in due ed in una metà unire, per aggiunte successive, la salsa o crema base al limone, mescolando con una spatola; farcire gli choux, praticando un piccolo foro alla base ed aiutandosi con il sac a poche.

Con la pasta sfoglia inversa preparata con questa ricetta qui, preparare le arlettes al limone:

stendere circa 300 g di la pasta sfoglia inversa in un rettangolo da 30 cm circa di larghezza e 0,5 cm di spessore.
Spennellare con un sottile strato di burro fuso e cospargere con la buccia di limone grattugiata.
Arrotolare e conservare in congelatore per almeno 45 minuti o fino a che il rotolo indurisca e si possa agevolmente tagliare a fette, spesse mezzo centimetro.
Mettere le fette in frigorifero, una trentina di minuti, quindi, intingerle nello zucchero e stenderle a circa 2 mm di spessore, con un mattarello.
Poggiarle sulla placca del forno foderata con un Silpat, farle riposare ancora una ventina di minuti in frigo e cuocerle in forno alla temp. di 180 ° C, fino a quando il lato inferiore caramellizzi. Girarle e farle cuocerle ancora pochi minuti, fino a quando entrambe le facce siano ben cotte.
Conservare le arlettes in una scatola ben sigillata.


Montaggio:

su una arlette, poggiare uno choux farcito con la crema al limone, aggiungere la salsa di limone e decorare con ciuffi di crema alla panna e scorzette di limone candite.

 

Commenti

Post popolari in questo blog

Papaccelle napoletane ricce imbottite ('mbuttunate)

Sono tra gli ortaggi estivi che più mi piacciono e questa è la loro stagione. Parlo della  papaccella napoletana ( papaccella riccia ) , ch e è diventat a anche un presidio Slow Foo d nel 2004. E'   una varietà di peperone , dalla pezzatura piccola, variamente c olor ata di g iallo sole, di verde e di rosso intenso o vinato, tipicamente coltivata nelle zone del napoletano e del vesuviano .  Queste in foto sono papaccelle  biologiche che coltiva mia zia Anna nel suo terreno a Napoli. A me piacciono cucinate in ogni maniera: a minestrina, in padella, stufate con olive e capperi, nella cianfotta, con la pasta oppure crude nelle insalate, quando si trovano fresche, in estate. Nella stagione invernale, quando si trovano solo sott’aceto, sono utilizzate nell’ insalata di rinforzo a Natale o soffritte come contorno della carne di maiale nei mesi più freddi (e lì ci sta bene anche qualche papaccella piccante o forte ). Questa versione della papacce...

Pasta al ragù napoletano con le braciole

Oggi è il #WorldPastaDay ,   che compie 20 anni. Per festeggiarlo, anche se oggi non è domenica, ho preparato il ragù . Un mostro sacro della cucina napoletana, una preparazione che intimorisce, almeno me, ma ne ho voluto scrivere lo stesso, partendo da questo che non è proprio il classico Ragù, ma quello con le braciole, diciamo un ragù " my way " a condire gli ziti spezzati a mano. E tanti auguri alla pasta e ai pastaioli, con l'augurio che continui a farci felici tutti e a donarci un sorriso almeno a tavola.  Questa è la ricetta, "che non è di chi la scrive ma di chi se ne serve". Ingredienti   per 4 persone N.1 bottiglia e mezza di passata di pomodoro 400 g di manzo tagliato a fette ( io chiedo al mio macellaio Ciro il taglio adatto e disponibile )  N. 1 cipolla (ramata) olio extravergine q.b. vino q.b. Pecorino Romano a pezzettini mezzo spicchio d’aglio un rametto di prezzemolo fresco pinoli, una ventina passolini, 10 grammi pepe nero ...

Migliaccio dolce napoletano nelle due versioni

Il migliaccio dolce è una tipica preparazione napoletana del periodo di Carnevale.  In famiglia se ne facevano due versioni, una " classica " ed una coi “ capellini d'angelo ”, una pasta secca di grano duro tipo spaghettino, ma con un diametro minore. Recentemente il Dr. Giuseppe Viscardi mi ha scritto queste note sulle origini ed il significato del migliaccio, un dolce antichissimo: il migliaccio dolce viene preparato nell'anno solare, per la prima volta il 17 gennaio (Sant'Antonio Abate), giorno in cui, secondo la tradizione napoletana, finisce il tempo di Natale e comincia il Carnevale.  È un dolce carico di significati, apre e chiude una festa invernale per poi lasciar posto ad un altro dolce, la pastiera, fondamentalmente molto simile, ma che però, al posto della semola di grano duro ottenuta dal raccolto dell'anno prima, sostituisce i primi chicchi di grano (probabilmente ancor prima orzo) del nuovo raccolto.  Attraverso questi sapori...