Passa ai contenuti principali

Bignè caramellati con crema diplomate al Latterì


Semplici bignè o choux o eclair, con la pasta bignè che adopero da sempre senza dispiaceri, caramellati e farciti con crema diplomate al Latterì.



La crema contenuta negli choux è fatta con il Latterì, che è un latte di bufala al 100% con una massa grassa del 18%, concentrato a freddo e privato del 50% della sua acqua. Viene conservato a basse temperature in modo da lasciare inalterate tutte le sue qualità organolettiche. E' prodotto per i professionisti della ristorazione sia dolce che salata, da ILC La Mediterranea S.p.A.
Qualcosa di dedicato al Latterì lo troverete qui e qui .Come le altre mie proposte, qui e qui 

Per la pasta bignè
 
  • 250 g d’acqua
  • un pizzico di sale
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 90 grammi di burro 
  • 150 grammi di farina 00
  • 4 uova grandi

Procedimento:
1)      mettere al fuoco un recipiente con l’acqua, il burro a pezzetti, lo zucchero, il sale e portare all’ebollizione;
2)      appena il liquido bolle, gettare d’un colpo la farina e cominciare subito a mescolare con una spatola di legno, rimestando energicamente fino a che la farina sia ben incorporata, allontanando dal fuoco;
3)      poi, fare asciugare velocemente l’impasto su fuoco basso fino a sentire degli sfrigolii ricavando come una palla d’impasto;
4)      togliere dal fuoco, lasciare intiepidire; anche con la planetaria, aggiungere le uova, una per volta, fino a completo assorbimento;
5)      quando la pasta ha legato e si è fatta liscia e lucida, mettere nella tasca da pasticceria con la bocchetta a stella e formare i bignè o gli eclair,  su una teglia ricoperta con carta forno, distanziandoli bene;
6)      infornare alla temperatura di 160° C in forno ventilato, portato già a temperatura, per 45 minuti circa.

Per la crema diplomate:

  • 300 g di latte intero
  • n. 1 bacca di vaniglia
  • 60 g  di tuorli d'uovo (n. 3)
  • 50 g di zucchero semolato
  • 25 g di amido di mais
  • un pizzico di sale fino
  • 200 g di Latterì o panna

Procedimento:

scaldare il latte senza bollirlo e infondervi la bacca di vaniglia.
In una pentola dal fondo spesso, mescolare con una frusta metallica, i tuorli con lo zucchero e la maizena.
Aggiungere il latte caldo,  filtrato dalla vaniglia e portare all'ebollizione mescolando di continuo. Montare il
Latterì ben freddo e mescolarlo con una spatola delicatamente, alla crema pure fredda. Mettere la crema in frigo, coperta con una pellicola alimentare a contatto con la superficie.

Per il caramello: 

  • 150 g di zucchero semolato
Procedimento:

far scaldare una padellina antiaderente con un cucchiaio di zucchero al centro e appena questo si sarà sciolto, aggiungerne altro, un cucchiaio per volta e sempre dal centro, fino ad ottenere un caramello dorato, senza mai girare. Spegnere, fare raffreddare per pochi secondi, quindi, intingervi gli choux, oppure versare con un cucchiaio, il caramello caldo sui bignè.
Poco prima di vervire gli choux, montare la crema e farcire i bignè aiutandosi con un sac a poche. 




Commenti

Post popolari in questo blog

Migliaccio dolce napoletano nelle due versioni

Il migliaccio dolce è una tipica preparazione napoletana del periodo di Carnevale.  In famiglia se ne facevano due versioni, una " classica " ed una coi “ capellini d'angelo ”, una pasta secca di grano duro tipo spaghettino, ma con un diametro minore. Recentemente il Dr. Giuseppe Viscardi mi ha scritto queste note sulle origini ed il significato del migliaccio, un dolce antichissimo: il migliaccio dolce viene preparato nell'anno solare, per la prima volta il 17 gennaio (Sant'Antonio Abate), giorno in cui, secondo la tradizione napoletana, finisce il tempo di Natale e comincia il Carnevale.  È un dolce carico di significati, apre e chiude una festa invernale per poi lasciar posto ad un altro dolce, la pastiera, fondamentalmente molto simile, ma che però, al posto della semola di grano duro ottenuta dal raccolto dell'anno prima, sostituisce i primi chicchi di grano (probabilmente ancor prima orzo) del nuovo raccolto.  Attraverso questi sapori...

O' pane cuotto

O’ pane cuotto è una ricetta poverissima ed antica, una sorta di zuppa, che come ingrediente principale ha il pane duro, vecchio, quello che a Napoli si chiama “ sereticcio ”. Ce ne sono tante varianti, con sugna o con olio, con pomodorino o senza, con aglio o cipolla, con uovo o senza, con formaggio o senza, ma due sono gli ingredienti principali, il pane duro e l’alloro. Quella che ricordo dall'infanzia, è questa versione. E dunque, per prepararla, si comincia facendo bollire in una piccola casseruola in un dito d’acqua, lo spicchio d'aglio, una foglia di alloro (il lauro secco) spezzettata, un filo d’olio, un pizzico di sale e se ci sono, un paio di pomodorini del piennolo schiacciati, fino a far ridurre il liquido della metà. In un piatto fondo, intanto, si mettono i pezzetti di pane raffermo; si condiscono con il “brodo” ridotto, un pizzico di pepe nero e si consuma ancora caldo.

Paccheri al pomodoro con foglie di limone da un'idea felice dello Chef Peppe Guida

Paccheri al pomodoro con foglie di limone da  un'idea felice dello Chef Peppe Guida Le  foglie di limone  regalano un aroma particolare a questo piatto: il solito colpo di genio di Peppe Guida . Ho la fortuna di avere qualche albero di limoni, che qualche tempo fa erano anche in fiore e di qui l'aggiunta personale dei petali profumati. E dunque, la ricetta: 80 grammi di paccheri o schiaffoni per persona passata di pomodoro q.b. qualche foglia fresca di limone la scorza di limone grattugiata qualche dadino di scamorza  un cucchiaio di parmigiano grattugiato stagionato qualche foglia di basilico fresco olio evo q.b. calare i paccheri e nel frattempo,  far imbiondire l'aglio schiacciato in un tegame, aggiungere la passata di pomodori, un pizzico di sale, le foglie di limone; quindi aggiungere la pasta al dente, aggiungere la scamorza, il parmigiano grattugiato, pochissimo burro e mantecare; infine, aggiungere un filo d'olio a fiamma spenta ed il basilico fresco con...