Passa ai contenuti principali

Ravioli capresi


La ricetta dei ravioli capresi, me la passò molti anni or sono, la mia giovane e simpaticissima amica avv. Maria P., la quale, dapprima nostra vicina di casa, sposando un caprese, si trasferì sull'isola azzurra. Tra l'altro, Maria mi ha anche passato la ricetta della caprese bianca al limone.


La sfoglia per questi ravioli è la cd. pasta cotta, fatta solo con acqua e farina di grano tenero o duro, in cui, la proporzione tra acqua e sfarinato, sia esso farina di grano tenero 0 oppure 00, semola rimacinata di grano duro o una miscela di farina e semola, varia in funzione della capacità di assorbimento degli sfarinati stessi (ad es. la farina rimacinata di grano duro ha una capacità di assorbimento più alta rispetto alla farina comune di tenero). Questo rapporto, in genere, viene indicato in 1:1, ovvero una parte di acqua = una parte di sfarinato.

Ingredienti per una trentina di ravioli

per la sfoglia di pasta cotta:
  • 300 g farina di semola di grano duro rimacinata (ho usato la senatore Cappelli)
  • 500 g circa di acqua leggermente salata
  • n. 2 cucchiai d’olio extra vergine d’oliva
 per il ripieno:
  • 200 g di caciottina stagionata dei Monti Lattari, grattugiata
  • 500 g di caciottina fresca dei Monti Lattari
  • 1/2 uovo
  • 50 g parmigiano grattugiato stagionato
  • foglioline di maggiorana fresca
Procedimento:

portare quasi al bollore l’acqua leggermente salata; aggiungere l’olio evo, poi tutta la semola rimacinata di grano duro e girare velocemente abbassando la fiamma; ad un certo punto, l'impasto si staccherà dalla pentola; spostare dal fuoco e passare l'impasto caldo su una spianatoia; continuare ad impastare a mano (attenzione che sarà caldissimo) e quando l'impasto sarà diventato omogeneo ed elastico, farlo riposare una mezz'oretta.

Nel frattempo, preparare il ripieno mescolando le caciottine e tutti gli altri ingredienti e tenere da parte.


Stendere la sfoglia col mattarello, facendo attenzione a spolverare bene il tagliere con un velo di semola.
Formare dei mucchietti di ripieno, del peso di circa 20 grammi ciascuno, anche con il sac a poche, ben distanziati e ricoprirli con un’altra sfoglia; 
formare segnando dapprima, il ripieno dei ravioli con un coppa pasta più piccolo, usato dal lato non tagliente e poi, con un coppa pasta appena più grande, usato dal lato tagliente, ritagliandoli.
Appoggiarli su un vassoio cosparso di semola, senza sovrapporre.
Lessare in abbondante acqua salata portata alla piena ebollizione, fino a quando i ravioli non saliranno a galla, ci vorranno un paio di minuti. 
Scolarli bene con una schiumarola, prendendone pochi per volta, tenendo presente che i ravioli di pasta cotta sono molto più delicati di quelli di pasta all'uovo, nel senso che tendono a rompersi più facilmente.
Condirli preferibilmente con una salsa fresca di pomodoro e foglioline di basilico fresco e maggiorana. 


Commenti

Post popolari in questo blog

Papaccelle napoletane ricce imbottite ('mbuttunate)

Sono tra gli ortaggi estivi che più mi piacciono e questa è la loro stagione. Parlo della  papaccella napoletana ( papaccella riccia ) , ch e è diventat a anche un presidio Slow Foo d nel 2004. E'   una varietà di peperone , dalla pezzatura piccola, variamente c olor ata di g iallo sole, di verde e di rosso intenso o vinato, tipicamente coltivata nelle zone del napoletano e del vesuviano .  Queste in foto sono papaccelle  biologiche che coltiva mia zia Anna nel suo terreno a Napoli. A me piacciono cucinate in ogni maniera: a minestrina, in padella, stufate con olive e capperi, nella cianfotta, con la pasta oppure crude nelle insalate, quando si trovano fresche, in estate. Nella stagione invernale, quando si trovano solo sott’aceto, sono utilizzate nell’ insalata di rinforzo a Natale o soffritte come contorno della carne di maiale nei mesi più freddi (e lì ci sta bene anche qualche papaccella piccante o forte ). Questa versione della papacce...

Pasta al ragù napoletano con le braciole

Oggi è il #WorldPastaDay ,   che compie 20 anni. Per festeggiarlo, anche se oggi non è domenica, ho preparato il ragù . Un mostro sacro della cucina napoletana, una preparazione che intimorisce, almeno me, ma ne ho voluto scrivere lo stesso, partendo da questo che non è proprio il classico Ragù, ma quello con le braciole, diciamo un ragù " my way " a condire gli ziti spezzati a mano. E tanti auguri alla pasta e ai pastaioli, con l'augurio che continui a farci felici tutti e a donarci un sorriso almeno a tavola.  Questa è la ricetta, "che non è di chi la scrive ma di chi se ne serve". Ingredienti   per 4 persone N.1 bottiglia e mezza di passata di pomodoro 400 g di manzo tagliato a fette ( io chiedo al mio macellaio Ciro il taglio adatto e disponibile )  N. 1 cipolla (ramata) olio extravergine q.b. vino q.b. Pecorino Romano a pezzettini mezzo spicchio d’aglio un rametto di prezzemolo fresco pinoli, una ventina passolini, 10 grammi pepe nero ...

Francesina dolce

La francesina è un delizioso dolce di pasta sfoglia  farcito, in genere, con crema pasticcera ed amarena o crema al cioccolato e che si trova sempre meno frequentemente oramai, nelle pasticcerie napoletane. Ho provato timidamente a rifarle, in versione mignon . Con la pasta sfoglia inversa ( la pâte feuilletée inversée ) , la cui ricetta troverete qui , ho ricavato un rettangolo di pochi millimetri di spessore; l'ho arrotolato e poi tagliato a fette spesse circa un paio di centimetri. Da queste, un po' come si fa per i " tappi " delle sfogliatelle ricce, ho ricavato dei coni che ho farcitio con crema ed amarena, sigillandone la base. Ogni francesina , l'ho infine, passata nello zucchero semolato e poi, posata su una placca da forno ricoperta con l'apposita carta. Ho infornato alla temperatura di 170° C  per una mezz'ora, fino a doratura e caramellizzazione dello zucchero.