Passa ai contenuti principali

Calzoncini e montanarine fritte dolci con ricotta di bufala, pomodorino sciroppato e profumo di limone



Adoro la pizza fritta. Pensavo ad una versione nuova, dolce e quindi, ecco preparati sia  i "calzoncini " che le "montanarine" fritte, con ricotta di bufala, limone sfusato e i miei pomodorini del Vesuvio semi canditi dolci.


Dosi per una ventina di pezzi

Ingredienti:





Procedimento:

Per i pomodorini semi canditi: in un tegame dal fondo spesso, portare all'ebollizione, uno sciroppo d'acqua e zucchero nelle proporzioni di 200 g di acqua e 200 g di zucchero; immergervi 200 g di pomodorini rossi; far tenere l'ebollizione su fiamma bassissima, per circa cinque minuti, col tegame scoperto, quindi coprire e tenere da parte.
Questa operazione, va  ripetuta per tre volte al giorno, per quattro giorni.

Per il ripieno: lavorare la ricotta a crema con lo zucchero a velo e conservare in frigo per la notte. L'indomani, unire la scorza del limone fresco, grattugiata.

Per l'impasto:

sciogliere 2 g di lievito di birra fresco in 350 g d'acqua a temperatura ambiente, in un recipiente a fondo tondo; amalgamare 400 g di farina setacciata, senza incordare, coprire e lasciare triplicare alla temperatura di 15° C circa, per la notte, circa otto ore.
L'indomani, sciogliere il lievito restante, in 50 grammi d'acqua e unirli al preimpasto; aggiungere la farina restante, poi il sale; schiaffeggiare l'impasto nella ciotola, lavorandolo fino a fargli prendere corda (in alternativa usare la planetaria, dapprima con la foglia e poi, ad impasto incordato, sostituirla col gancio).

Se si lavora a mano, ribaltare la pasta sulla spianatoia infarinata e lavorare fino ad avere un impasto poco appiccicoso, lucido ed elastico.

Raccogliere l'impasto a palla, quindi, stagliare dividendo la massa in tanti panetti da 60 grammi ciascuno, arrotolandoli sul piano, col palmo. 
Mano a mano che vengono formati, poggiarli in un contenitore di plastica, spolverato con la farina, disponendoli a distanza, l'uno dall'altro. Alla fine, coprire e aspettare il raddoppio (circa un paio d'ore).

A questo punto, stendere i panetti sulla spianatoia appena infarinata, allargandoli e schiacciandone i bordi con le dita, un panetto per volta, partendo dal primo formato.

Intanto, versare abbondante olio di arachidi in un'ampia padella dai bordi alti.

Adagiare la farcia di ricotta, al lato del disco di pasta, lasciando un centimetro di bordo libero e chiudere a mezzaluna, sigillando i bordi del "calzoncino", con la base della mano, schiacciandone i bordi con determinazione.
Friggere nell'olio caldo, ma non caldissimo.

Per le "montanarine", friggere i panetti stesi, senza farcirli. Rigirare le pizze, cercando di tenerle immerse nell'olio bollente, irrorandole, aiutandosi con una schiumarola ed un cucchiaio di legno.
A cottura ultimata, quando saranno ben dorate, lasciarle scolare dall'olio in eccesso.
Quindi trasferirle su carta paglia.

Farcire le montanarine con ricotta aiutandosi con il sac a poche, spolverare con zucchero al velo, guarnire con i pomodorini sciroppati, con il loro sciroppo e con la buccia del limone grattugiata.



Con questa ricetta ho partecipato al FoodBlogAward_OFF | PIZZA VILLAGE

Post popolari in questo blog

Zeppole di San Giuseppe al forno

Queste sono le zeppole di San Giuseppe al forno, che si preparano da tradizione napoletana, il 19 di marzo a San Giuseppe, giorno in cui si festeggiano sia i Giuseppe che i papà.



Migliaccio dolce napoletano nelle due versioni

Il migliaccio dolce è una tipica preparazione napoletana del periodo di Carnevale. 
In famiglia se ne facevano due versioni, una "semplice" ed una coi “capellini d'angelo”, una pasta di grano duro tipo spaghetto, ma molto più sottile.



Recentemente il Dr. Giuseppe Viscardi mi ha scritto queste note sulle origini ed il significato del migliaccio, un dolce antichissimo:


il migliaccio dolce viene preparato nell'anno solare, per la prima volta il 17 gennaio (Sant'Antonio Abate), giorno in cui, secondo la tradizione napoletana finisce il tempo di Natale e comincia il Carnevale.  È un dolce carico di significati, apre e chiude una festa invernale per poi lasciar posto ad un altro dolce, la pastiera, fondamentalmente molto simile, ma che però, al posto della semola di grano duro ottenuta dal raccolto dell'anno prima, sostituisce i primi chicchi di grano (probabilmente ancor prima orzo) del nuovo raccolto.  Attraverso questi sapori e queste preparazioni, si riesce a seguir…

Pasta, patate e provola

Questo è un piatto tipico del napoletano, una minestra quotidiana di pasta, con patate e provola; questa versione che ho preparato resta classica, ma un po' più leggera della versione tradizionale, che secondo me, essendo più ricca in grassi, è più adatta ai climi invernali.
Un'ampia discussione sul tema la trovate sul forum Gennarino,  la ricetta  classica, sia sul blog di Antonia Rimmel che su quello di Teresa.

Ingredienti per  2 persone
N. 3 patate medie tagliate a dadini120 g di pasta mista o mezzi canneroni lisci di Gragnano I.G.P.cipolla q.b.un pezzo di gambo di sedano un pezzetto di carota qualche fogliolina di basilico frescon. 2  pomodorini rossi del piennolo  100 g circa di provola tagliata a dadini, tenuta qualche giorno in frigo  una crosta di parmigiano (se disponibile)formaggi grattugiati  stagionati (parmigiano, pecorino, caciocavallo), se piacciono.pepe nero q.b.Procedimento:

in un tegame ho versato un bel fondo d'olio extra vergine d'oliva e messo sia la c…