Nei bar e nelle pasticcerie napoletane, le graffe, delle deliziose ciambelle fritte, si trovano sempre. Si gustano a colazione, a merenda, come spuntino e sono preparate con un impasto senza patate, ricoperte di zucchero semolato.
Ho preparato queste graffe con la ricetta che mi è arrivata da un pasticcere napoletano.
Ricetta per una ventina di graffe piccole
Ingredienti:
- 525 g di farina 00 con buona forza
- 12 g di lievito di birra fresco
- 30 g di zucchero (meglio se aromatizzato con le bacche di vaniglia)
- 6 g di sale
- 1 tuorlo d’uovo
- 300 g d’acqua circa
- 25 g di burro
Procedimento:
sciogliere i 12 grammi di lievito di birra in 50 grammi d’acqua tiepida, presa dal totale, unendo 25 grammi di farina ed un cucchiaino raso di zucchero. Aspettare che il composto cominci a lievitare, trascorreranno una trentina di minuti circa ed usare.
Nella ciotola della planetaria versare la farina e lo zucchero. In una scodellina sciogliere il sale nell’acqua intiepidita ed unire alla farina e zucchero, lentamente, cominciando ad impastare col gancio a foglia; terminata l’acqua, avendo fatto attenzione a non aggiungerla tutta se l'impasto dovesse risultare troppo morbido, unire il tuorlo.
Ad impasto formato, aggiungere il burro morbido e continuare ad impastare, a velocità media, fino a che l’impasto non pulisca la ciotola, staccandosene e diventando elastico: trascorreranno almeno una decina di minuti.
Togliere l'impasto dalla ciotola, dargli una leggera pirlatura mettendolo a lievitare, coperto e in luogo riparato, fino al raddoppio.
A questo punto, rovesciarlo su un ripiano leggermente infarinato, piegarlo in tre e spezzare dei pezzetti da una sessantina ad una ottantina di grammi ciascuno (ma si arriva fino a 100/150 g); i pezzi andranno avvolti a pallina, poi andranno bucati al centro, facendoli ruotare attorno al dito ad allargarne il foro centrale, oppure si fanno dei bastoncini a filoncino, che poi si allungano e si incrociano le due estremità alla base per formare la classica asola della graffa, sigillando il punto d'incontro premendo leggermente
Far lievitare le graffe così formate fino al raddoppio, coperte da pellicola.
Far lievitare le graffe così formate fino al raddoppio, coperte da pellicola.
Friggerle in abbondante olio d’arachidi non caldissimo, poche graffe per volta, facendole dorare sui due lati. Sgocciolarle rapidamente dall’olio in eccesso e rotolarle subito nello zucchero (semolato fine oppure semolato e zucchero a velo).
E' preferibile gustarle subito, ancora calde.

che bella ricetta, adoro le graffe. maria quando scrivi piegarlo in 3 intendi le pieghe?
RispondiEliminaSi, una piega a portafoglio, grazie!
Eliminain toscana si chiamano frati! booni! e anche lì e si mangiano tutto l'anno!
RispondiEliminami accingo a fare la ricetta e desideravo chiederti se sia la farina sia l'acqua usata per la prima fase devono essere poi sottratte dal peso totale indocato nella ricetta. Grazie
RispondiEliminaSi, ho specificato meglio.
EliminaGrazie e fammi sapere!
Ciao, complimenti per il risultato, sembrano davvero deliziose! Vorrei chiederti una cosa. L'impasto è molto duro? Ti chiedo questo perché ho una planetaria da 600 ma su un sito, impastatriceplanetaraclik, ho letto che una così bassa potenza non riesce ad impastare gli impasti densi.
RispondiEliminaSe la planetaria non dovesse riuscire, posso farlo a mano? Otterrei lo stesso risultato?
Certo che puoi impastarle a nano, ma sono certa che, vista la consistenza, anche con la planetaria sarà agevole. Fammi sapere
EliminaPer piacere non ho in casa la farina da 350 ma solo da 260 si possono fare solo con questa farina grazie
RispondiEliminaCerto, diminuendo di poco l’acqua
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